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	<title>Fonte di Vita</title>
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	<description>chiesa cristiana evangelica Fonte di Vita Torino</description>
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		<title>Le origini del Natale</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2011 08:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le solennità religiose del mondo cattolico, il Natale è quella che più tocca il sentimento del popolo perché rappresenta “la nascita di Gesù Cristo”. In realtà la data certa della sua nascita rimane incerta, infatti né i Vangeli né i Patriarchi dicono niente a riguardo. La chiesa stessa in origine non celebrava la nascita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le solennità religiose del mondo cattolico, il Natale è quella che più tocca il sentimento del popolo perché rappresenta “la nascita di Gesù Cristo”.</p>
<p>In realtà la data certa della sua nascita rimane incerta, infatti né i Vangeli né i Patriarchi dicono niente a riguardo. La chiesa stessa in origine non celebrava la nascita di Gesù.</p>
<p>La festa del 25 dicembre sarebbe stata istituita per contrapporre una celebrazione cristiana a quella mithraica del dies natalis Solis Invicti (giorno natalizio dell’invincibile Sole).<br />
<a href="http://lnx.fontedivita.com/fdv/wp-content/uploads/2011/11/611px-Musei_Vaticani_-_Mithra_-_Sol_invictus_01136.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-237" title="611px-Musei_Vaticani_-_Mithra_-_Sol_invictus_01136" src="http://lnx.fontedivita.com/fdv/wp-content/uploads/2011/11/611px-Musei_Vaticani_-_Mithra_-_Sol_invictus_01136-300x294.jpg" alt="" width="300" height="294" /></a>La festa pagana del solstizio d’inverno era  una ricorrenza importante per gli antichi romani, che in quel giorno celebravano la festa del dio Sole. Durante queste feste che andavano dal 17 al 21 di dicembre (“I Saturnali”) e la festa vera e propria del Sol Invictus del 25, il cui culto era stato introdotto dall’imperatore Aureliano; si usavano i simboli dell’eterna giovinezza di Dionisio: mirto, lauro, edera&#8230; Il greco Dionisio veniva considerato come il divino bambino nato in maniera miracolosa da una vergine celeste. Dionisio era stato latinizzato col nome di Mithra di cui in oriente si celebrava la festa la sera del 24 dicembre. Era  il dio iraniano dei misteri, il dio solare del’&#8217;amicizia e dell’ordine cosmico, nato dalla pietra e portatore della nuova luce “Genitor luminis”. In quella sera i fedeli a questo dio accendevano dei fuochi per aiutare il sole a salire più in alto sopre l’orizzonte.</p>
<p>La chiesa cattolica scelse la data del 25 dicembre come giorno di nascita del Cristo semplicemente per cristianizzare una festa pagana molto sentita dalle masse popolari. E così l’imperatore Costantino (280-337 D.C.) riunì il culto del sole, di cui egli era il figlio protetto, e il culto al dio Mithra con il cristianesimo.</p>
<p>è sotto il suo regno che appare la festa del Natale.</p>
<p>Si menziona per la prima volta tale festa al 25 dicembre in un calendario liturgico romano del 354. Tuttavia la celebrazione del Natale è già attestata a Roma intorno al 336, dopo che la festa più antica dell’Epifania (manifestazione) era stata trapiantata dall’Oriente in Occidente. Solo con l’imperatore Giustiniano (527-565 D.C.) il natale viene riconosciuto come festa legale per l’Occidente.</p>
<p>Questa festa, quindi, non ha niente di cristiano. La Bibbia ci dice: “In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, avete servito quelli che per natura non sono; ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, di cui volete rendervi schiavi di nuovo? Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Io temo di essermi affaticato invano per voi.&#8221;. (Ga. 4.8-11).</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">IL PRESEPE</span></strong></p>
<p>Il presepe è una rappresentazione della natività di Gesù, che è allestita secondo le usanze in occasione del natale e viene mantenuta sino all’Epifania. Viene realizzato con personaggi, animali e costruzioni tipiche del tardo Medioevo.</p>
<p>La tradizione attribuisce la nascita ufficiale del    presepe a San Francesco nel 1223 che lo allestì nella grotta di Greccio (RI), con l’autorizzazione di Papa Onorio III: si trattò di una vera rappresentazione teatrale, che ebbe un successo straordinario.</p>
<p>Francesco interpretò quell’evento con i dati in sua conoscenza e secondo la cultura e la formazione    sociale (chiaramente non giudaica) del suo tempo. Egli volle incoraggiare la devozione al “bambino Gesù”, la cui povertà e debolezza combaciavano perfettamente con la sua concezione della religione. Ogni presepe offre, pertanto, un’immagine, idea e interpretazione diversa a seconda di chi lo allestisce.</p>
<p>Nel presepe vengono inseriti elementi sia dei Vangeli di Matteo, Marco e Luca, sia dei “testi apocrifi” (che ben presto inserirono la mangiatoia in una grotta, aggiungendo la presenza del bue e dell’asino),  sia  elementi del paganesimo.</p>
<p>Il solo fatto di collocare la mangiatoia in una grotta, rimanda all’antica tradizione dei culti pagani, che spesso si svolgevano in santuari sotterranei. Tutto ciò che si compie attorno alla grotta come preghiere recitate, promesse fatte, cantici etc., sono un vero e proprio atto di idolatria.</p>
<p>Anche le figure dei personaggi chiamati in causa dalla narrazione evangelica della natività hanno subito qualche ritocco di natura interpretazionale, caricandoli di significati nuovi e privi di fondamento biblico, tutto è velato di misticismo e mirato ad accentuare le emozioni natalizie.</p>
<p>La Bibbia dice diversamente rispetto a quanto dice la tradizione popolare, ed Essa non può mentire né essere smentita perché  è la Parola e la Verità di Dio.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">L&#8217;ALBERO DI NATALE</span></strong></p>
<p>L’albero come simbolo della vita è presente in tutte le culture, ed è stata a lungo una tradizione pagana quella di portare nelle<a href="http://lnx.fontedivita.com/fdv/wp-content/uploads/2011/11/546px-Grandpas_visit_Christmas_morning.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-239" title="546px-Grandpa's_visit_Christmas_morning" src="http://lnx.fontedivita.com/fdv/wp-content/uploads/2011/11/546px-Grandpas_visit_Christmas_morning-273x300.jpg" alt="" width="273" height="300" /></a> abitazioni prima dell’arrivo del nuovo anno un ramo d’albero beneaugurante. L’albero di natale ha origine da tradizioni e mitologia nordiche; ecco perché la scelta di un albero tipicamente del Nord. I popoli di quelle terre vedevano nei sempreverdi dei simboli di  fertilità e potenza sessuale, e offrivano, appendendoli ai rami, doni agli elfi o ai folletti, per accattivarsene la simpatia e i favori. Questi erano esseri semidivini o demoni, dotati di poteri magici, abitatori di boschi e montagne e posti a guardia di tesori e ricchezze, che distribuivano i destini ai mortali.</p>
<p>Dagli antichi popoli germanici, quali erano i Teutoni, sembra provenire l’usanza di adornare l’albero di natale. Essi, infatti, festeggiavano il passaggio dell’autunno all’inverno ardendo ceppi nei camini e posizionando davanti alle case un albero tipico ornato di ghirlande.</p>
<p>Questa consuetudine si estese ben presto nelle altre zone del Nord europa e, con il passare del tempo, fu associata alla festività natalizia. La sua “ufficialità” viene fatta spesso risalire al 1605, e in particolare a una cronaca di Strasburgo che rappresenta la prima notizia in cui si parla di Dannenbaumen (abeti nel tedesco di allora); gli alberi vennero posti nelle case, illuminati e adornati con mele, dolci di zucchero, fiori di carta e oggetti dorati. La prima decorazione in vetro pare sia apparsa sempre in Germania, nella metà  dell’Ottocento e si tratta di una sfera cava all’interno, detta Kugel.</p>
<p>La “moda” dell’albero cominciò a diffondersi nelle corti europee e tra la nobiltà verso la fine dell’Ottocento e anche la moglie di Umberto I, ne fece allestire uno al Quirinale, allora abitazione della casa reale. In Piazza S. Pietro fece la sua apparizione nel 1982, diventando così un simbolo della tradizione della chiesa.</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">BABBO NATALE</span></strong></p>
<p>Il personaggio di Babbo Natale che è raffigurato come un simpatico vecchietto dalla lunga barba bianca, che vive al Polo Nord e vola nel cielo su una slitta trainata da renne per portare doni a tutti i bambini del mondo, noto anche come santa Claus (nome che è frutto della storpiatura del latino Sanctus Nicolaus), che la notte di natale, entra in casa calandosi dal camino e deposita i giocattoli sotto l’albero di natale o nelle calze di tutti i bambini buoni, nasce negli Stati Uniti nel XVII secolo. La leggenda di Babbo Natale si diffuse così in tutto il mondo, ma in realtà la sua storia ha radici europee e la sua figura s’ispira ad un personaggio storico, San Nicola.</p>
<p>Nato a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia divenne vescovo di Mira, in Licia, nel IV secolo. Quando morì le sue spoglie furono deposte a Mira fino al 1807, quando un gruppo di cavalieri italiani trafugarono la salma e la portarono a Bari, città di cui divenne il santo protettore e che tuttora ne conserva le spoglie.</p>
<p>Nelle prime leggende di quell’epoca si narrano alcune delle sue imprese, e anche se molte delle storie su di lui sono di dubbia autenticità, la sua leggenda si è diffusa in tutta Europa e ha acquisito peso.</p>
<p>Secondo la versione tedesca e olandese della leggenda, Nicola cavalcava per i cieli consegnando regali in molte zone europee. Era talvolta accompagnato dall&#8217;elfo Schwarzer Peter meglio noto come il fatidico “uomo nero”, che recava con sé un sacco pieno di doni e di fruste, che ha terrorizzato e continua a farlo, i bambini di mezzo mondo. Questi aveva il compito di frustare i bambini cattivi e premiare quelli buoni.</p>
<p>L’immagine paciosa, rubiconda e robusta di Babbo Natale così come lo identifichiamo oggi, è dovuta alla fantasia creativa di un astuto grafico pubblicitario americano: Haddon H. Sundbolm, che nel 1931, per conto della “Coca Cola Company”, realizzò la figura più commerciale, simpatica, curiosa e d&#8217;effetto, che ci sia mai stata sul mercato,  trasformando intuitivamente tutto il bagaglio di riti e di credenze legati al culto di san Nicola, e alla stagione invernale di quegli emigranti, soprattutto olandesi, che partirono per l’America e che in seguito popolandola ne influenzarono la cultura e la tradizione. Non c&#8217;è niente di cristiano in questa figura dal naso rosso, il pancione da ghiottone e la pipa “poco educativa”, ma è una tradizione popolare e pagana.</p>
<p>La Parola di Dio però dice: “Questo dunque attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore”. (Ef. 4:17-18).</p>
<p><strong style="color: #ff0000;">LA  BEFANA</strong></p>
<p>Il termine Befana è la corruzione di Epifania, cioè &#8220;manifestazione&#8221;. Nell&#8217;immaginario collettivo è un mitico personaggio con l&#8217;aspetto da vecchia che  nella notte tra il 5 e 6 Gennaio porta doni ai bambini buoni.</p>
<p>La sua origine si perde nella notte dei tempi, discende da tradizioni magiche precristiane, e nella cultura popolare, si fonde con elementi folcloristici e cristiani: la Befana porta doni in ricordo di quelli offerti a Gesù Bambino dai Magi.</p>
<p>L&#8217;iconografia è fissa: un gonnellone scuro ed ampio, un grembiule con le tasche, uno scialle, un fazzoletto o un cappellaccio in testa, un paio di ciabatte consunte, il tutto vivacizzato da numerose toppe colorate. Vola sui tetti a cavallo di una scopa e compie innumerevoli prodigi. Fata, maga, generosa e severa&#8230;ma chi è, alla fine?</p>
<p>Bisogna tornare al tempo in cui si credeva che nelle dodici notti fantastiche figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. Anticamente, infatti, la dodicesima notte dopo il Natale, ossia dopo il solstizio invernale,  si celebrava la morte e la rinascita della natura, attraverso la figura pagana di Madre Natura. La notte del 6 Gennaio, infatti, Madre Natura, stanca per aver donato tutte le sue energie durante l&#8217;anno, appariva sotto forma di una vecchia e benevola strega, che volava per i cieli con una scopa. Ormai secca, Madre Natura era pronta ad essere bruciata come un ramo, per far si che potesse rinascere dalle ceneri come giovinetta Natura, una luna nuova.</p>
<p>Gli antichi Romani pensavano che a guidare le figure femminili, fosse Diana, dea della fecondità, dea lunare legata alla vegetazione, altri invece una divinità misteriosa chiamata Satia (dal latino satiaetas, sazietà) o Abundia (da abundantia).</p>
<p>La chiesa condannò con estremo rigore tali credenze pagane, definendole frutto di influenze sataniche, ma il popolo non smise di credere che tali vagabondaggi notturni avvenissero, solo li ritenne non più benefici, ma infernali.</p>
<p>La Befana coincide quindi, in certe tradizioni, con la rappresentazione femminile dell&#8217;anno vecchio, pronta a sacrificarsi per far rinascere un nuovo periodo di prosperità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La Bibbia ci dice: &#8220;In quel tempo, è vero, non avendo conoscenza di Dio, avete servito quelli che per natura non sono; ma ora che avete conosciuto Dio, o piuttosto che siete stati conosciuti da Dio, come mai vi rivolgete di nuovo ai deboli e poveri elementi, di cui volete rendervi schiavi di nuovo? Voi osservate giorni, mesi, stagioni e anni! Io temo di essermi affaticato invano per voi.&#8221;. (Ga. 4.8-11).  La Parola di Dio dice anche: “Questo dunque attesto nel Signore: non comportatevi più come si comportano i pagani nella vanità dei loro pensieri, con l’intelligenza ottenebrata, estranei alla vita di Dio, a motivo dell’ignoranza che è in loro, a motivo dell’indurimento del loro cuore”. (Ef. 4:17-18).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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